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"VILLA D'ESTE" - CERNOBBIO

E’ un luogo pieno di fascino; le bellezze naturali e l’architettura compongono un quadro indimenticabile, reso ancor più interessante dalle memorie storiche. E se tutta questa costa lacustre è suggestiva, la Villa d’Este ne costituisce la gemma.

Qui, fra boscaglie e prati, di fronte al lago, il Vescovo di Como Gerardo Landriani fondò nel 1442 un convento di suore, asilo di pace monastica e sede ideale per la vita di preghiera. Successivamente questo palazzo, appartenuto ad una tra le famiglie più agiate e più potenti di Como, si chiamò Villa Garrovo, dal nome del piccolo corso d’acqua che attraversa il parco e sfocia nel lago presso l’ingresso del viale. L’accesso all’edificio per via di terra era da principio disagevole e si preferiva arrivarci per via d’acqua. Un piacevole giardino, non ampio come il parco odierno, racchiudeva con una fascia di verde e di aiuole fiorite l’amena dimora. Ai tempi del cardinale la villa ospitò letterati, uomini politici, dignitari della Chiesa. La fama della sua bellezza e della vita che vi si svolgeva erano tali che il figlio d’un sultano del Marocco volle, nel corso d’un viaggio in Europa, visitarla.
Nel 1749 fu affittata come casa per gli esercizi spirituali dei Gesuiti, tornando quindi all’originaria funzione ecclesiastica; nel 1769 venne presa in affitto dal conte Mario Odescalchi, e nel 1778 da un colonnello dell’esercito austriaco, il conte Marliani, che vi fece qualche lavoro di adattamento e restauro. Fu ricomposto e restaurato lo scenografico viale in salita, col suo Ninfeo d’invito, detto “il Mosaico”, con la bellissima catena d’acqua a cascatelle, unica in Lombardia, e con il tempietto o ninfeo terminale, ove campeggia il gruppo neoclassico di Ercole e Lica.
Nel 1814 ebbe luogo un fatto saliente nella storia della villa: la principessa Carolina di Brunswick, consorte del principe reggente d’Inghilterra, fu ospite dei Pino durante un viaggio sul lago e decise di acquistare la villa. L’anno seguente il contratto fu perfezionato e la principessa si stabilì a Cernobbio in via definitiva. La borgata divenne, così, una specie di piccolissima capitale, frequentata da altissime personalità. Fu quella dama singolare, avventurosa e davvero poco regale nella vita privata, a battezzare Villa d’Este l’insigne edificio, che essa sontuosamente restaurò, ampliò, rese degno di ospitare una corte gaudente e spensierata, che qualcuno chiamò la piccola Versailles.
Furono quelli gli anni di massimo splendore della villa. Un originale appartamento, di quattro sale, dette la greca, la romana, l’etrusca, l’egiziana, stava accanto alla galleria Napoleonica. Nel 1820 Carolina lasciò l’Italia, illudendosi di potersi sedere sul trono d’Inghilterra; morì invece il 7 agosto 1821 all’etaà di 53 anni. E per la villa iniziò un periodo di abbandono. La proprietà passò ai principi di Torlonia, indi agli Orsini. Nel periodo 1820-34 la villa non fu curata, tranne nerl 1825 per la visita di Francesco I.
Un nuovo periodo di splendore e di inaudita magnificenza ebbe la villa dal 1868 in avanti, quando vi risiedette Maria Feodorowa, zarina madre di Russia, venuta a cercare in questo ambiente di bellezza e di pace un meritato riposo dopo una vita densa di avvenimenti. Ricevimenti, feste con fiabesche luminarie nel parco e sulla costa, fuochi d’artificio e musiche. La zarina dopo due anni partì e tornò a regnare il senso triste dell’abbandono. Nessun sovrano o principe, nessuna famiglia voleva più assumere le enormi spese della manutenzione del palazzo e del parco. Essi pertanto sarebbero andati incontro ad un periodo di decadenza, se un gruppo di gentiluomini, fra cui il conte Bellinzaghi e il senatore Besana, non avesse costituito la Società Villa d’Este, che nel 1873 trasformò l’antico edificio in un fastoso albergo, che divenne presto celeberrimo ritrovo internazionale ad alto livello. L’edificio fu ampliato a più riprese, conservando però in gran parte il carattere stilistico originario.
Moltissime opere d’arte arricchiscono il palazzo e il parco; alcune risalgono ai tempi dei primi propirietari, altre sono state acquistate successivamente.

Indirizzo
Via Regina, 40 - 22012 Cernobbio (CO)
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