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"VILLA MONASTERO" - VARENNA

L’intera proprietà venne acquistata nel 1569 per 700 scudi d’oro, lire 4 e soldi 9 da Paolo Mornico di Cortenova in Valsassina.

Ricordato dalle fonti come un nobile ricco ed intraprendente, che doveva le proprie ricchezze all’attività estrattiva del ferro in Valsassina, questi adattò l’edificio conventuale a casa privata; dovette però lasciare libero accesso alla chiesetta del monastero, che era tuttora frequentata, non solo da devoti locali.
In seguito dal 1609 al 1619, poi tra il 1630-45, la struttura subì profonde trasformazioni operate dal figlio di Paolo, il potente giureconsulto Lelio (1585-1659) che si era dedicato con successo alla carriera amministrativa ottenendo incarichi di rilievo: fu pure podestà di Lecco dal 1648 al 1651 e commissario delle Tre Pievi. Egli dovette mantenere l’oratorio, che era stato a suo tempo visitato da Carlo Borromeo.
I suoi successori vi crearono nel 1675 una cappella dedicata a Sant’Antonio; Riguardo al monastero invece Lelio Mornico demolì quasi interamente l’edificio e creò una splendida villa che da lui prese il nome di Leliana, compiendo imponenti lavori, ricordati dalle fonti dell’epoca, per i quali vennero spese complessivamente ben 32.000 lire imperiali.
Di questa struttura seicentesca restano oggi il loggiato a cinque fornici del primo piano (chiuso nella prima metà dell’Ottocento per ottenere nuovi ambienti) e le due sale poste a pianterreno, a destra dell’atrio d’ingresso, note come Sala Rossa e Salottino Mornico, delle quali si scorgono ancora le belle volte a schifo ed a vela originarie. Il ricco giureconsulto nella costruzione della sua nuova dimora sembra volersi ispirare a due prestigiosi edifici tardorinascimentali lariani, la Villa Pliniana di Torno, eretta poco dopo il 1573 dal governatore di Como Giovanni Anguissola, e Palazzo Gallio di Gravedona, realizzato nel 1586 dal potente cardinale Tolomeo Gallio, cui rimandano le eleganti ed ariose logge del piano nobile. Questi loggiati furono creati dal Mornico molto probabilmente per uniformare l’aspetto della facciata della villa al porticato esistente davanti all’oratorio, a fianco del quale veniva eretta la nuova dimora. Risale probabilmente a metà Seicento anche la realizzazione dell’edificio posto a settentrione della villa, che serviva in origine come frantoio e che successivamente (1851) venne ampliato (ora è adoperato come foresteria).
Riguardo al giardino pare che già all’epoca dei Mornico vi fossero piante esotiche quali l’aloe e l’agave, che si erano aggiunte agli agrumeti ed alle viti già presenti ai tempi del monastero, come tramandatoci dalle descrizioni dei visitatori contemporanei.

Indirizzo Tel
Via G.Polvani, 4, 23829 Varenna (Lc) 0341 295450
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